San Calogero - Santuario di Delia

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San Calogero

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San Calogero

Statua settecentesca.
“CALOGERO” è un nome greco composto dalle parole “Kalòs”, ”bello”, e “Ghéron”,  “vecchio”.
Vuol dire “bel vecchio” o “portatore di bellezza” o “di bella vecchiaia”. Sottintende un augurio: “Che sia felice nella tua vecchiaia”. Era il titolo di riverenza dato ai monaci basiliani e agli eremiti che, appunto, venivano chiamati: “Calojari”. Dal XVII secolo, per una confusione tra Calcedonia e Cartagine,la tradizione ha attribuito a S. Calogero la fisionomia e il colore “nero”. Nacque nel 485 circa.
Ricevuto l’abito monacale fu a Roma, a Lipari e in Sicilia, con i monaci Gregorio vescovo, Demetrio diacono ed altri.  S. Gregorio e S. Demetrio subirono  il martirio, forse ad opera dei Vandali, a Marsala (TP) (che prima della venuta degli Arabi si chiamava “Lilibeo”),. S. Calogero fu nel monastero basiliano di Fragalà (ME), dove fu ritrovata la più antica testimonianza scritta del suo culto.
Altre grotte tramandano la sua presenza: a Naro (15 Km da Delia), a Lentini, a Salemi, a Santa Margherita Belice, alla Quisquina ecc. - Si trasferì poi definitivamente nei pressi di Sciacca (AG), sul monte Kronio, per  vivere solitario in una spelonca.
La tradizione vuole che la sua morte sia avvenuta a Sciacca, all’età di 76 anni, il 18 giugno dell’anno 561.
Le reliquie da Sciacca poi furono portate nel prestigioso monastero basiliano di San Filippo di Fragalà, nei pressi di San Marco d’Alunzio (ME).  Ora le sue reliquie si trovano nella chiesa madre di Frazzanò (ME), paese distante 3 km dal monastero di S. Filippo di Fragalà, qui portate solennemente il 6 agosto 1874.
Festività nel calendario: 18 giugno.

 
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