La Pietà - Santuario di Delia

Vai ai contenuti

Menu principale:

La Pietà

Galleria Fotografica

La Pietà

(Seconda tela a sinistra)
Questa tela è degna di particolare attenzione. Il crepuscolo sottolinea la tragedia del dolore materno per la morte del figlio.
La struttura è quella usuale del Compianto con le tre Marie e Giovanni Evangelista, personaggi presenti all’atto della deposizione dalla croce.
Il pittore si impone per l’espressività e la drammaticità, la linea nervosa, spezzata, a far comprendere l’irrequietezza di fondo che agita. I volti e gli stati d’animo sono dipinti con cura e libertà compositiva, nell’asprezza e spigolosità delle movenze.
Al centro della composizione il corpo di Cristo è adagiato a terra, privo di vita, ai piedi di Maria.
La Vergine, in lieve scorcio prospettico con le braccia aperte, per lo spasimo sviene all’indietro. Ha lo sguardo funereo e impietrito, le occhiaie profonde, il naso lungo e diritto, la bocca schiusa non ha sospiro. Il volto, irrigidito dal dolore, è atterrito dalla morte del Figlio.
E’ sostenuta da Maria di Cleofa e Maria Salomé, ritratte in un impeto di dolore nella fredda atmosfera.
L’attenzione si concentra più su Maria che sul Figlio, che pure sorprende per costruzione e qualità stilistica formale e postura: l’artista ne traccia l’anatomia di proporzione ed estetica naturalistica.
Giovanni Evangelista,in secondo piano con le braccia aperte è coinvolto nell’atto di drammatica  partecipazione al dolore.
Ai piedi di Cristo sta Maria Maddalena, nella consueta bellezza femminile voluta dalla tradizione (lo stesso vale per l’altra Maria). Inginocchiata, occupa la posizione più esposta, in primo piano rispetto a Cristo. Le mani, affusolate ed eleganti, sostengono delicatamente la morbida mano di Cristo.
Il paesaggio  è squarciato da una fioca luce rossastra. La scena è immaginata alla roccia della sepoltura.
L’autore ricavò la composizione dalla  Pietà del Provenzani, dandone però una propria interpretazione e servendosi di colori meno vivaci e più sfumati.
In basso a sinistra si legge la data e la firma dell’autore:
“Francesco Guadagnino Candican.(dinensis, da Canicattì) pinxit.1784.
F. Guadagnino fu il maggiore di tre fratelli, tutti pittori. Gaetano lavorò come pittore al Carmine di Canicattì. Pietro morì in Russia e fu pittore di Corte. Tutti e tre i fratelli furono discepoli di Antonio Manno (Palermo 1739 – 1810) ed ebbero rapporti di lavoro con Domenico Provenzani.


Torna ai contenuti | Torna al menu